attrezzatura per enologia

Attrezzature per enologia: quelle giuste per il fai da te

Il mondo del vino è sempre più un richiamo sia dal punto di vista professionale che da parte degli amanti del buon bere. L’interesse attorno ai macchinari enologici va di pari passo a quello del consumo del prodotto. Ovviamente l’ambiente del commercio dell’attrezzatura per enologia non si è mai lasciato sfuggire il nettare degli dei e, oggi più che mai, l’attenzione attorno a tutto ciò che permette di realizzare un vino di qualità è molto accesa.

I prodotti enologici online

Dalla rete non sfugge nulla, tanto meno quindi la possibilità di commercializzare il vino. Ormai con la rete è possibile acquistare prodotti provenienti da ogni parte del mondo. Quindi, se si è curiosi di assaporare il gusto di un vino che non sia delle nostre parti, ma provenga da altrove, si può esaudire il proprio desiderio con un semplice click. Lo stesso dicasi per i negozi di enologia, i quali permettono di acquistare tutta una serie di forniture che compongono l’attrezzatura per la produzione del vino.

Quali sono i macchinari enologici

I prodotti che vengono scelti per realizzare il processo di vinificazione naturalmente assumono un ruolo fondamentale, per quanto riguarda la qualità del prodotto finale. In base alle esperienze, si consiglia di acquistare prodotti in acciaio inox, i quali forniscono sia una semplicità di utilizzo sia una facilità nella pulizia. L’acquisto online dei prodotti che provengono da negozi per enologia sarebbe sempre opportuna dietro consigli di esperti del settore. I prodotti enologici online possono comunque avere prezzi vantaggiosi, rispetto agli stessi acquistati non in rete.


articoli per enologia

Dove comprare articoli per enologia

L’enologia è la scienza che si occupa di seguire e studiare tutto il processo di vinificazione. Ovvero si tratta di quei passaggi che trasformano l’uva raccolta in vino in bottiglia. Il percorso è lungo e si compone di diverse fasi, alcune più delicate di altre e tutte fondamentali per ottenere un certo risultato finale. Gli articoli per enologia quindi sono tanti, essi vanno dagli strumenti per la composizione dell’impianto vero e proprio fino agli accessori per palati sofisticati ed esperti.

Dove trovare tutto per il vino

L’enologia e l’interesse quindi per il vino si sono sempre più diffusi. Di conseguenza è aumentata in maniera esponenziale la necessità di rendere accessibili ai più gli articoli per il vino. Al giorno d’oggi, si può ritrovare pressoché tutto l’occorrente per fare il vino direttamente online. Ovviamente bisogna sapere individuare quali sono gli articoli per il vino opportuni e di qualità E’ dalla loro scelta che si determina anche la qualità finale del prodotto. Se si sceglie di comperare tutto per il vino in rete sarebbe opportuno farsi consigliare da un esperto del settore.

Quali sono gli articoli per il vino

Dagli strumenti per la cura della vigna, la raccolta dell’uva, la sua pigiatura, la conservazione del mosto e la sua lavorazione, fino all’imbottigliamento. Tutto questo fa parte del processo di vinificazione che deve essere curato passo dopo passo. Gli accessori per enologia sono poi molteplici. Si può indicare la scelta dei tappi oppure il riempibottiglie, le tappatrici, i lavabottiglie, lo scola bottiglie ed altri ancora che devono essere utilizzati con competenza e professionalità.


acido critico nel vino

A cosa serve l’acido citrico nel vino

L’acido citrico nel vino è presente perché lo si trova nell’uva, come in molti altri frutti. Esso è utilizzato spesso nell’industria alimentare. Nell’ambito enologico, l’acido citrico è impiegato in qualità di stabilizzante. La sua funzione è quella di complessare il ferro ferrico in un anione solubile. In pratica, l’acido citrico nel vino mira ad evitare le precipitazioni ferriche a seguito dell’arieggiamento e migliora le sue qualità organolettiche, arricchendo il prodotto di freschezza.

Quali sono gli strumenti per fare il vino

La produzione del vino comporta la messa in atto di un vero e proprio processo di trasformazione. Dalla pigiatura dell’uva, fino all’imbottigliamento, si devono eseguire una serie di passaggi, per mezzo di una specifica attrezzatura per enologia. In linea generale, si possono indicare circa otto strumenti fondamentali per fare il vino: il rifrattometro, la pigiatrice, il mastellone, il torchio da vino, il mostimetro di Babo, la botte in legno o acciaio inox, il densimetro, l’alcolometro. Ovviamente poi vi sono gli strumenti per imbottigliare il prodotto finito.

Dove reperire l’attrezzatura per enologia

Il materiale enologico si può acquistare presso i negozi specializzati oppure direttamente online. Occorre avere la consulenza di un esperto, al fine di compiere la spesa più opportuna, in base a ciò che desideriamo realizzare. Un prodotto di qualità suppone anche che gli strumenti per il vino siano altrettanto validi. Il materiale con cui sono formati può condizionare molto la riuscita del prodotto finale, che siano in acciaio inox, legno oppure resine di vario tipo, il vino avrà un sapore differente.


recipienti per il mosto

Quale recipienti per il mosto scegliere

La scelta del recipiente per il mosto è molto importante, infatti, scegliere un buon contenitore consentirà al vino di assumere un sapore decisamente migliore. Sul mercato sono disponibili moltissimi contenitori per mosto che variano principalmente per materiali di costruzione e dimensioni. Quelli più utilizzati sono senza ombra di dubbio quelli in acciaio inox. Questi articoli per vino hanno un costo medio alto a seconda delle dimensioni.

Dove posizionare i recipienti per il mosto?

Posizionare correttamente il contenitore per il mosto è importantissimo. Questo dovrà essere perfettamente in piano così da consentire ai residui di adagiarsi sul fondo, separandosi da tutto il resto. Negli impianti per la produzione di vino professionali, i contenitori per il mosto sono quasi sempre realizzati in acciaio inox. Ciò consente di mantenere una temperatura stabile all’interno del contenitore agevolando la fermentazione del vino.

Cosa acquistare oltre ai recipienti per il mosto?

Prima di procedere con la realizzazione del proprio vino bisogna scegliere e acquistare l’attrezzatura per vino. Questa dovrà essere di buona qualità così da durare a lungo nel tempo. Inoltre, è consigliabile scegliere solo materiali per uso alimentare, così da evitare che possa scaricare sostanze nocive all’interno del vino in fermentazione e di conseguenza contaminare il vino. Per evitare ciò è consigliabile l’acquisto di contenitori e attrezzatura per la produzione di vino in acciaio inox. Questo tipo di materiale è quello più idoneo per svolgere questo tipo di lavorazione, sia per la facilità di pulitura, sia per la possibilità di sterilizzarlo tramite acqua bollente.


accessori enologia

Vendita online accessori enologia

L’enologia è sempre più apprezzata e diffusa, per questo anche la vendita e l’acquisto degli accessori per enologia non poteva non essere parte del grande mondo del web. Ormai tutto è acquistabile in rete, anche l’attrezzatura per fare il vino. Una volta che si è in possesso di tutto ciò che occorre per la vinificazione, ognuno può riuscire a produrre le proprie bottiglie del nettare degli Dei. Ovviamente la cura dei particolari e l’esperienza nel trattamento della materia prima fanno poi la differenza di qualità.

I prodotti enologici per la vinificazione

Gli attrezzi per fare il vino partono dagli elementi che servono per la cura della vigna fino agli strumenti per l’imbottigliamento. Tante sono le differenze nell’attrezzatura per fare il vino, ad esempio cambia anche la scelta dei tappi se di sughero o in plastica, ciò incide nella qualità finale del prodotto. Quando si parla di prodotti enologi per la vinificazione si comprendono quelli per la pigiatura, la conservazione, il filtraggio, il riempimento del vino in bottiglia. Dalla qualità degli elementi che mettono in pratica tali passaggi si ottiene anche la qualità del vino.

L’attrezzatura per fare il vino

Addirittura online si può trovare il kit completo per fare il vino in maniera autonoma. Il kit è composto dai seguenti attrezzi per fare il vino: la pigiatrice, il torchio, la botte in acciaio inox, il mostimetro di Babo, la capsulatrice tappatrice a colonna, i tappi e il vinometro. Una volta che si hanno tali accessori per enologia, non basta che provare a realizzare la nostra prima bottiglia di vino.


fermentazione

Come avviene la fermentazione del vino?

Che cosa si intende per fermentazione del vino? Cerchiamo innanzitutto di capire che cosa sia tale processo, prima di sapere come avviene. Parliamo di un momento molto delicato, in cui avviene la trasformazione dello zucchero in alcol. La fermentazione può essere in rosso, in bianco, in rosato e malolattica.

I diversi tipi di fermentazione

La fermentazione in rosso prevede una macerazione prolungata delle bucce nel mosto, solitamente tra i 15 e i 25 giorni, anche se essa dipende dall’annata, dal tipo di uve e di vino che desideriamo ottenere. Con la macerazione da un minimo di 6 ore ad un 1 solo giorno, si ottiene il vino rosato. La vinificazione in bianco richiede invece più attenzione: un minor tempo di macerazione delle bucce, l’eliminazione di tutte le parti verdi del grappolo, pressature particolarmente soffici.

Quali sono gli strumenti per fare il vino

Il processo di vinificazione si compone di una serie di strumenti che determinano la formazione di impianti per la produzione del vino. Non si sta parlando soltanto di produzione industriale, in realtà in rete ormai è possibile trovare dei veri e propri kit che permettono di realizzare anche del vino fatto in casa. Il materiale enologico ovviamente è la prima fonte che determina la qualità del prodotto finale. L’attrezzatura per enologia non è però solo appannaggio delle cantine professionali perché, come accennato, online si possono acquistare tutti gli strumenti per fare il vino. Dunque, provare per credere. E per bere.


impianti produzione vino

Vendita di impianti produzione vino

Gli impianti di produzione del vino sono importanti per ottenere un risultato finale di qualità. Dalla raccolta dell’uva fino all’imbottigliamento del vino, ogni fase si compone di una serie di passaggi attraverso un’attrezzatura enologica che può determinare una grande differenza, per il prodotto che si ottiene al termine della lavorazione. Occorre quindi realizzare oppure affiancarsi ad impianti di produzione del vino che siano di alta professionalità.

La struttura degli impianti per la produzione del vino

Nelle cantine di produzione del vino, ogni fase del processo produttivo viene tenuta sotto controllo. Si parte dagli impianti per il ricevimento dell’uva, poi si passa a quelli per la sua lavorazione. L’uva viene immessa nelle presse e questa è una prima fase molto importante e delicata. Una volta ottenuto il mosto, esso viene filtrato, pulito, poi si hanno la refrigerazione, la stabilizzazione, infine lo stoccaggio. Si può anche realizzare la spumantizzazione. Il tutto termina con il riempimento e il confezionamento delle bottiglie. Inoltre, gli impianti di produzione possono anche essere integrate con gli impianti di depurazione delle acque reflue di cantina.

L’attrezzatura enologica online

I passaggi sopra citati fanno parte della base dei processi che portano alla vinificazione. Tali fasi possono anche essere realizzate in maniera del tutto autonoma e professionale, ma senza avere a disposizione una intera cantina. Naturalmente si parla di produzioni di piccole dimensioni, pressoché domestiche, le quali però permettono a tutti di cimentarsi in piccoli impianti di produzione del vino. Il tutto è possibile grazie all’acquisto online di kit per enologia.


sorbato di potassio

Cos’è il sorbato di potassio

Il sorbato di potassio nei processi di vinificazione viene ampiamento utilizzato. Si tratta del sale di potassio dell’acido sorbico. In enologia, il sorbato di potassio è un antifermentativo e antimicrobico per quei vini che contengono residui zuccherini come passiti e vini da dessert. Il sorbato di potassio però ha anche alcune controindicazioni. Esso infatti non previene le ossidazioni, non ha effetto sui batteri acetici e può generarsi l’esandiolo, dalla degradazione dei batteri lattici.

Cosa si intende per distillazione

Con il termine distillazione si intende un processo chimico che permette di separare il componente liquido di una miscela omogenea liquido-solido oppure i componenti di una miscela liquido-liquido. La distillazione sfrutta i diversi punti di ebollizione delle diverse sostanze. Essa permette la trasformazione dei succhi ottenuti con la fermentazione in acquaviti dall’alto contenuto alcolico, dai 75 ai 90 gradi. I distillati di vino sono la grappa, il brandy, il cognac e l’armagnac.

Cosa si intende per pastorizzazione

Nell’industria alimentare, la pastorizzazione viene utilizzata per distruggere tutte le forme patogene dei microorganismi presenti nell’alimento e per disattivare gli enzimi. La pastorizzazione del vino avviene per le stesse ragioni. Essa si realizza tramite un trattamento termico, il quale però non riesce a devitalizzare i microorganismi termofili. Questi ultimi sono quelli che si riproducono a temperature tra i 50 e i 60 gradi, né il trattamento elimina le spore. In generale quindi, proprio per tale limite, la pastorizzazione è abbinata alla refrigerazione, ovvero ad altri sistemi di conservazione dei prodotti.


cloruro di litio

Il ruolo del cloruro di litio nella vinificazione

Il cloruro di litio viene utilizzato nel processo di produzione del vino in specifici casi. Esso infatti fa parte della categoria dei rilevatori e denaturanti e viene impiegato quando il prodotto non è più commercializzabile. Questo avviene quando il vino è avariato oppure è composto da fecce liquide o perché ha avuto una composizione anomale delle torchiature. Un altro caso di utilizzo del cloruro di litio è quando il vino deve essere denaturato, in quanto destinati alla distilleria. La legge stabilisce le quantità del cloruro di litio da usare e le sue modalità, esso infatti è un rilevatore obbligatorio.

I prodotti enologici per la vinificazione

Con il termine vinificazione si intende il processo che dall’uva porta alla composizione del vino, così come lo abbiamo sulle nostre tavole. Si tratta quindi di mettere in atto una serie di passaggi, alcuni più delicati di altri, tramite i quali avviene una vera e propria trasformazione del prodotto. La qualità dell’attrezzature per il vino è essenziale per avere un prodotto finale di un certo tipo, essa infatti ne condiziona la riuscita. Le macchine per enologia sono diverse e suppongono anche un utilizzo adeguato, con la guida di personale esperto del settore.

L’attrezzatura per il vino

prodotti enologici per la vinificazione comprendono l’attrezzatura per il vino che parte dalla lavorazione dell’uva, poi del mosto, del vino, quindi dalle macchine per la pigiatura fino ai tappi, alle botti, ai detergenti, ai filtri, a tutto ciò che occorre per l’imbottigliamento.


imbottigliamento

Come si esegue l’imbottigliamento

Una fase importantissima della produzione del vino è l’imbottigliamento. Questo avviene tramite l’ausilio di presse pneumatiche o presse a mano. Spesso questa operazione viene sottovalutata, perché si pensa che la chiusura del vino non sia importantissima. Nulla di più sbagliato, infatti, sigillare bene la bottiglia consente al vino stesso di maturare meglio.

Di quali strumenti si ha bisogno per l’imbottigliamento del vino?

Per produrre il vino c’è bisogno di tantissimi oggetti differenti che saranno necessari durante le varie fasi della produzione del vino. Le attrezzature enologiche vanno acquistate solo ed esclusivamente nei negozi specializzati, così da essere certi di aver acquistato dell’attrezzatura per fare il vino di ottima qualità. Ovviamente maggiore sarà la qualità dei materiali e migliore sarà il sapore del vino. Soprattutto in fasi delicate come quella dell’imbottigliamento è sempre consigliabile l’acquisto di materiali in acciaio inox che consentono una pulitura veloce e la possibilità di sterilizzarli senza il rischio di deformazioni o altro.

L’importanza dell’ambiente dove avviene l’imbottigliamento

Anche la scelta del luogo in cui fare la lavorazione dell’uva è importantissima, infatti, scegliere un luogo asciutto e ventilato consentirà di lavorare al meglio. Inoltre, è preferibile optare per una stanza con mattonelle sia sul pavimento, sia sulle pareti così da poter pulire il tutto in maniera facile e veloce. Una volta compiuta la fase dell’imbottigliamento, per l’invecchiamento del vino, bisognerà optare per una stanza fresca e buia, magari in un seminterrato o in una cantina così da consentire al vino di invecchiare nel migliore dei modi esaltandone tutti i sapori.


bisolfito per vino

A cosa serve il bisolfito per vino

I lieviti e i batteri del vino trasformano lo zucchero proprio dell’uva in alcol etilico. Quando però il vino viene lasciato all’aria, esso rischia di diventare acido, proprio a seguito di tale fermentazione. Ciò avviene perché l’ossigeno ossida l’alcol etilico che diventa acetico. Proprio in questo processo interviene il bisolfito per vino. Tale elemento ha lo scopo di preservare il vino, ed evitare che si acidifichi. Il bisolfito compie così una doppia azione: antiossidante ed antisettica. Il bisolfito per vino viene poi eliminato versando il vino in una caraffa, prima che venga servito.

Gli impianti per la produzione di vino

La vinificazione è il processo attraverso il quale si passa dall’uva fino ad ottenere il prodotto finale così come si presenta sulle nostre tavole. La vinificazione si realizza tramite gli impianti per la produzione di vino. Essi si compongono di una serie di strumenti che permettono di attivare dalla raccolta e pigiatura dell’uva, fino all’imbottigliamento. La scelta dell’attrezzatura e il materiale con cui è composta determinano anche la qualità del vino stesso. Non è la stessa cosa se il vino viene fatto riposare all’interno di botti di legno piuttosto che di acciaio inox, ad esempio.

Cosa sono la spumantizzazione e la desolforazione

Per spumantizzazione si intende la trasformazione di un vino base in spumante. I metodi tramite i quali questo si verifica sono di tre tipi: metodo Classico, Charmant o sui lieviti.

Invece per quanto riguarda la desolforazione si tratta del processo tramite il quale si riduce l’eccesso di anidride solforosa. Quest’ultima viene aggiunta per sostenere la conservazione del mosto. Lo scopo è quello di ridurre i solfiti presenti nel vino.


Vendita strumenti enologici

Vendita strumenti enologici: cosa c’è da sapere per non sbagliare

L’offerta nella vendita strumenti enologici per la produzione del vino è ampia e variegata. Il mondo del vino affascina sempre di più ed è per questo che un numero sempre maggiore di persone si avvicina alla viticultura. Fortunatamente è possibile reperire tutto il materiale necessario per la produzione del vino online, attraverso diversi negozi specializzati nella vendita di attrezzatura enologica.

Dove acquistare i prodotti per la preparazione del vino?

Puoi acquistare gli attrezzi per fare il vino online comodamente da casa tua. Sul web sono presenti moltissimi e-commerce specializzati nel settore vinicolo, dove puoi comprare tutto il necessario per iniziare a produrre il tuo vino. Prima di procedere con l’acquisto del materiale è importante informarsi bene, così da acquistare solo ciò di cui effettivamente necessiti per la produzione del vino. Ovviamente, i prezzi variano moltissimo in base al produttore delle attrezzature e ai materiali con i quali sono realizzate.

Cosa bisogna acquistare per iniziare a produrre del buon vino?

Per iniziare la produzione di vino dovrai acquistare innanzitutto una buona pressa. Questa potrà essere di acciaio inox o di legno a seconda delle tue necessità. Successivamente avrai bisogno di un contenitore in cui mettere il vino a riposare. Sul web potrai trovare moltissimi tipi di contenitori, con capienze diverse. Anche i materiali possono essere svariati, come ad esempio acciaio inox, vetro e resine varie. Una volta acquistata questa attrezzatura per fare il vino potrai iniziare a vendemmiare.


accessori enologici

Dove acquistare gli accessori enologici

La vendita degli accessori enologici negli ultimi anni ha ottenuto un aumento importante. Ciò è dovuto alla maggiore richiesta di vino artigianale, e di conseguenza sempre più persone decidono di iniziare a produrre autonomamente il proprio vino. L’acquisto dei prodotti per la produzione del vino si può fare tramite un negozio di enologia oppure sul web. Nel primo caso si ha a possibilità di confrontarsi con persone fisiche che potranno consigliarti sull’acquisto di un prodotto anziché un altro. Mentre, se si decide di acquistare online bisognerà mettersi in contatto con un operatore o con il servizio clienti del sito web, per richiedere maggiori info sui prodotti in vendita.

Quali sono gli attrezzi necessari per la produzione di vino?

Prima di iniziare a produrre del buon vino bisogna procedere con l’acquisto di tutto il materiale necessario per la produzione. Cominciando ad acquistare gli accessori enologici, bisogna puntare a una buona pressa nella quale inserire l’uva, è sempre consigliabile l’acquisto di una pressa in legno che conserva il gusto del vino. Gli altri attrezzi per enologia che bisogna acquistare sono dei contenitori in acciaio inox o vetro, in cui stipare il vino per la maturazione. Ovviamente i prezzi variano moltissimo a seconda del materiale e dell’azienda che li produce. Per la maturazione del vino solitamente vengono utilizzati dei fusti in acciaio inox, infatti, consentono di far maturare il vino mantenendo il gusto inalterato.

Dopo quanto tempo si potrà bere il vino?

Una volta acquistati gli accessori enologici tutte le attrezzature per il vino, e terminata la lavorazione bisognerà attendere all’incirca un anno prima di poter iniziare a assaggiare il proprio vino. Ciò consentirà al vino stesso di maturare al meglio così da esaltarne tutti i sapori e profumi.


attrezzatura enologica

Vendita attrezzatura enologica: dove trovare tutto il necessario per fare il vino

Negli ultimi anni la ricerca di attrezzatura enologica ha avuto un aumento considerevole. Sul web sono presenti moltissimi e-commerce che vendono accessori per la produzione di vino, tra cui botti, presse e altro. Per iniziare a produrre vino c’è bisogno di acquistare diversi prodotti specifici, che consentiranno la lavorazione e la maturazione del vino. Ovviamente il costo dei materiali varia a secondo della loro qualità, quelli in acciaio inox solitamente hanno dei costi maggiori rispetto a quelli in plastica o resina.

Cosa bisogna acquistare per iniziare a produrre del buon vino?

La scelta dei prodotti enologici per vinificazione è importantissima, infatti scegliendo dei prodotti di alta qualità si otterrà un vino altrettanto buono. È sempre consigliabile l’acquisto di strumenti in acciaio inox, sia per la facilità d’utilizzo, sia per la facilità di pulizia. Scegliere dei buoni strumenti per la produzione del vino è importantissimo, infatti, acquistando dei prodotti di alta qualità consentirà al vino di assumere un sapore migliore.

Come scegliere gli accessori per la produzione di vino?

Scegliere la giusta attrezzatura enologica per produrre il vino non è sempre facile, sul web è possibile trovare accessori differenti che variano tra loro per prezzo e materiali adoperati nella realizzazione. Le presse e le altre macchine per enologia possono avere costi elevati, quindi prima di procedere con il loro acquisto è sempre consigliabile informarsi bene così da acquistare solo i materiali che verranno adoperati realmente per la produzione di vino, senza avere costi elevati. Acquistando online, i prodotti verranno spediti direttamente a casa così da poter iniziare subito a produrre del buon vino.


Cloruro di litio

Qual è il ruolo del cloruro di litio nei processi di vinificazione?

Il vino non è un prodotto eterno. Col passare del tempo, tende ad acidificarsi più del dovuto e a trasformarsi inesorabilmente in “aceto”. Quando ci si avvia verso questa fase, c’è una sostanza molto importante che viene in soccorso degli enologi: il cloruro di litio.

Il cloruro di litio è un rivelatore e fa parte della categoria dei denaturanti: il suo utilizzo è peculiare quando il vino non è più vendibile al pubblico, perché magari è avariato o al suo interno si è creata come una composizione anomala.

A dire il vero, però, il cloruro di litio ha anche un altro utilizzo: diventa fondamentale, infatti, nella produzione di prodotti enologici destinati alla distilleria.

Enoland distribuisce per i suoi clienti confezioni di cloruro di litio disponibili in due formati, da 1 kg o da 25 kg: il cloruro di litio si presenta come una polvere cristallina dal colore molto chiaro, che oscilla tra il giallo paglierino e il bianco.

Molto importante nella vinificazione, il cloruro di litio è un additivo fondamentale da avere sempre a disposizione, perché in grado di rivelare lo stato di avanzamento dei vini avariati in maniera rapida e semplice.

Per quanto riguarda le dosi, il cloruro di litio va dosato in base alle esigenze: se si tratta di denaturare un prodotto che deve diventare distillato, la dose può andare dai 5 ai 10 g/hl. Se si tratta, invece, di vini avariati o dalle composizioni strane, la dose diventa direttamente di 10g/hl.


attrezzature per la vinificazione

Tutte le fasi della vinificazione

Le attrezzature per la vinificazione sono fondamentale per la riuscita del vino stesso. Gli strumenti e le attrezzature servono a perfezionare il procedimento della produzione del vino, a partire dalla selezione delle uve fino alla loro macerazione e passando per tutta una serie di passaggi che vanno dalla fermentazione all’imbottigliamento, contando anche step importanti come quello dello stoccaggio, della refrigerazione e del filtraggio.

Quando apriamo una bottiglia di vino spesso ci dimentichiamo di tutto quello che c’è al suo interno: tradizione, sacrificio, amore, professione – e, quindi, strumentazioni adeguate. Tutto deve procedere e funzionare alla perfezione, se si vuole che il risultato sia eccellente e al di sopra delle aspettative.

Quali sono e a cosa servono, dunque, le attrezzature per la vinificazione?

Dopo che l’uva è stata raccolta e selezionata, incontra prima le macchine pigiatrici che schiacciano delicatamente gli acini per estrarne il succo e poi le deraspatrici, che servono a separare i frutti dai raspi, appunto.

Finito questo procedimento, l’uva è pronta per la pressatura. La pressatura avviene con una pressa, ovviamente, che è in grado di estrarre il mosto dagli acini e avvia il frutto verso la sua trasformazione in vino.

Dopo la pressatura, il mosto incontra un altro tipo di attrezzatura per la vinificazione, quello per la fermentazione (in grado, poi, di aumentare la gradazione alcolica del vino). Dopo la fermentazione, il vino deve essere filtrato, solitamente con filtri tangenziali che tendono a durare di più nel tempo, e successivamente posto all’interno di serbatoi, dove il mosto in fermentazione viene lasciato a riposare.

Trascorso il tempo necessario, si passa – finalmente – all’imbottigliamento.


sorbato di potassio

Il sorbato di potassio nella stabilizzazione dei vini

Il sorbato di potassio serve a dare stabilità biologica al vino, poiché inibisce la formazione di funghi microscopici. È una sostanza antisettica ideale per vini con residui zuccherini, poiché limita la rifermentazione in bottiglia: è perfetta quindi per vini molto dolci come passiti, vini liquorosi o vini da dessert.

Enoland distribuisce sorbato di potassio in confezioni da 1kg, in forma di granuli sferici: il grado di purezza della sostanza è molto alto e garantisce la totale assenza di odori anomali.

Il sorbato di potassio, però, pur essendo un ottimo germicida, non ha alcun effetto sui batteri acetici e da solo non previene le ossidazioni (può farlo se combinato all’anidride solforosa, vedremo dopo come).

Come dicevamo, quindi, il compito principale del sorbato di potassio è di svolgere una stabilizzazione biologica del vino, specie in casi in cui non ci sono tecniche utili a garantire una stabilità del prodotto.

Perché il sorbato di potassio funzioni alla perfezione è consigliabile associargli una parte di anidride solforosa e un trattamento di filtrazione sterile: l’anidride solforosa protegge il vino dalle ossidazioni e previene la formazione di cattivi odori (ma anche odori indesiderati in genere).

Le dosi sono più o meno stabili, sia per vini bianchi che per vini rossi e si aggirano intorno ai 27g/hl (quantitativo che apporta al vino circa 200 mg/l di acido ascorbico e circa 70 mg/l di potassio).


attrezzature enologiche

Attrezzature enologiche: a cosa serve la pressa pneumatica

In enologia, la pressa pneumatica serve a pressare le uve subito dopo la loro selezione. È tra le attrezzature per l’enologia più importanti, perché consente di produrre vini di qualità: in commercio potrete trovare diverse tipologie di presse pneumatiche, ognuna adatta a una differente esigenza. Vediamo insieme di cosa si tratta, come funziona e perché è così importante.

Solitamente, la pressa pneumatica è un macchinario composto da una struttura resistente che contiene una gabbia cilindrica, al cui interno si trova una membrana che si gonfia durante la lavorazione e un motore elettrico che aziona tutto il macchinario. In basso, sotto il macchinario, si trova un recipiente che raccoglie il mosto prodotto.

La gabbia cilindrica ruota su se stessa per pressare l’uva tutta allo stesso modo e con la stessa forza esercitata. La membrana interna si gonfia grazie all’aria compressa generata dal motore elettrico.

Per attrezzature per l’enologia come questo si utilizza l’acciaio inox perché sterile, resistente e non compromette in alcun modo la produzione del vino.

Tra i modelli di pressa pneumatica che troverete in commercio ci sono quelle a gabbia aperta o chiusa e quelle a membrana singola (laterale o coassiale) o doppia.

Come è facile intuire, ogni pressa si adatta ad una differente esigenza, sia in termini di spazio che di lavorazione delle uve: Enoland distribuisce per i suoi clienti attrezzature per l’enologia di vario tipo, tutte di altissima qualità, certificate e garantite dai migliori marchi presenti sul mercato.


Acido citrico nel vino

Le funzioni dell’acido citrico nel vino

Gli acidi nel vino sono molto importanti, perché ne influenzano sia le proprietà organolettiche che gusto e aspetto. Esistono due tipologie di acidi differenti: quelli già presenti nel vino sono l’acido tartarico, malico o citrico; quelli detti “di neoformazione”, invece, sono l’acido lattico, succinico, acetico.

Come è facile intuire, l’acidità del mosto dipende essenzialmente dalla prima tipologia di acidi, quelli cioè già presenti nelle uve. Come l’acido citrico, che si trova in concentrazione piuttosto stabile nel vino, non subisce variazioni nella trasformazione da mosto a vino e, insieme agli altri acidi, contribuisce a regalare al vino il giusto colore, sapore e profumo.

Anche se l’acido citrico esiste in natura, viene utilizzato nel vino per prevenire le ossidazioni e si presenta, come additivo o acidificante, sotto forma di polverina bianca e cristallina pura.

In generale, comunque, la quantità e tipologia di acidi nel vino dipendono dalla maturazione dell’uva o dai fattori ambientali in cui l’uva si trova. Gli acidi nel vino possono e devono esistere, quindi, ma in proporzioni piuttosto variabili: tutto dipende dal tipo di vino che si intende produrre (e dal sapore/colore/profumo che vogliamo regalargli).

Esistono vini più o meno “acidi” e il livello di acidità solitamente li rende più o meno corposi al gusto: se un vino ha una buona quantità di acidi, come ad esempio i vini bianchi più secchi, è perfetto per accompagnare aperitivi o pietanze come il pesce; se, invece, la percentuale di acidità è più bassa, come ad esempio in molti vini rossi, andrà bene per accompagnare pietanze a base di carne. Nel caso in cui il vino ha una percentuale di acidità elevata, sarà un vino adatto a salumi e formaggi particolarmente grassi.


Stabilizzazione tartarica

Cos’è e a cosa serve la stabilizzazione tartarica

La stabilizzazione tartarica è un procedimento fondamentale dell’imbottigliamento dei vini, che si rende necessario a causa di una reazione chimica tra componenti del vino stesso durante la fase finale della lavorazione del prodotto.

Quando il mosto si appresta a diventare vino, all’interno del prodotto si creano fenomeni di precipitazioni provocati da due sostanze nello specifico, il potassio e l’acido tartarico, che entrano in contatto tra loro durante la pigiatura degli acini.

Il sapore e l’odore non risentono di queste precipitazioni, ma l’aspetto sicuramente sì ed è per questo che si parla di stabilizzazione tartarica.

Esistono due metodi universalmente condivisi nella stabilizzazione tartarica dei vini: l’abbassamento della temperatura durante la conservazione e l’aggiunta di additivi fondamentali per la stabilizzazione.

Le basse temperature, infatti, limitano il rischio di precipitazione del potassio e dell’acido tartarico, evitando la formazione di cristalli visibili ad occhio nudo e favorendo, così, la stabilizzazione tartarica.

Esistono, tuttavia, in commercio additivi molto efficaci per effettuare al meglio questo procedimento: l’azienda di Foggia Enoland, ad esempio, rivende ai suoi clienti un prodotto chiamato Enol Cristal, che consente una rapida stabilizzazione tartarica del vino, riuscendo così ad abbattere fino al 40% del potassio presente durante la vinificazione, senza mai alterare la struttura del vino stesso.


Attrezzatura per vinificazione

Cos’è il filtro tangenziale, elemento fondamentale per la tua attrezzatura per vinificazione

Studiando come funziona l’attrezzatura per vinificazione, risulta chiaro che la filtrazione tangenziale è una procedura molto particolare che fa sì che il vino da filtrare scorra in maniera tangenziale rispetto alla superficie del filtro. In questo modo, il mosto filtrato che si deposita sulla superficie scivola via con facilità, lasciando solo la parte di vino che sarà poi imbottigliata.

Attrezzatura per vinificazione fondamentale , il filtro tangenziale è quindi molto importante per rendere il vino il più “limpido” possibile e per regolare la stabilizzazione microbiologica, eliminando tutte le sostanze potenzialmente ossidanti. L’utilizzo di filtri tangenziali, quindi, è molto importante per limitare il rischio di ossidazione dei vini. In generale, grazie alla filtrazione tangenziale, si evitano tantissimi passaggi successivi che rischierebbero di togliere stabilità e qualità al vino stesso: in questo modo, in un unico passaggio fai in modo che il vino mantenga inalterate tutte le sue principali caratteristiche e qualità.

Per produrre e distribuire un vino di qualità, è molto importante fare attenzione all’attrezzatura per la vinificazione che si decide di utilizzare: anche se quella del vino è una pratica millenaria che si tramanda di generazione in generazione, è molto utile affidarsi all’avanzamento tecnologico che contribuisce alla produzione di un vino corposo, limpido e di qualità.

Enoland distribuisce in prima persona macchinari, attrezzatura per vinificazione e prodotti enologici di qualità, affidandosi ai migliori marchi presenti sul mercato e garantendo, così, ai suoi clienti una produzione enologica eccellente.


Accessori enologici

Come si imbottiglia il vino? Guida all’uso degli accessori enologici necessari

Per imbottigliare il vino, segui la luna (oltre, ovviamente, ai giusti accessori enologici)! Anche se suona come una tradizione popolare – e probabilmente lo è – l’imbottigliamento è una fase delicata della vinificazione (nonché fase finale del processo “creativo”) e moltissime aziende, ancora oggi, decidono di affidarsi al calendario lunare, per decidere il giorno perfetto per imbottigliare i vini. Per esempio: se la luna è piena, si possono imbottigliare tutti i tipi di vino; se invece la luna è nuova è meglio evitare l’imbottigliamento. Non ci sono, ovviamente, riferimenti scientifici a questo metodo, ma funziona così com’è ed è giusto che rimanga così.

Accessori enologici per l’imbottigliamento

Per imbottigliare i vini, è necessario affidarsi ad accessori enologici particolari, in grado di travasare il vino nel modo giusto e conservarlo in bottiglie di vetro apposite che in nessun modo compromettano lo stato del vino stesso.

Prima di procedere all’imbottigliamento, è necessario lavare e sterilizzare tutte le bottiglie, utilizzando macchinari appositi. Una volta pulite, le bottiglie si possono riempire: una procedura, questa, tutt’altro che semplice, perché è da qui che capiremo se il vino si manterrà “buono” nel tempo. Le bottiglie si riempiono con macchine riempitrici che cambiano a seconda del vino da imbottigliare o della tipologia di riempimento.

Dopo l’imbottigliamento, si passa ovviamente all’incapsulamento della bottiglia: gli accessori enologici utilizzati in questo caso sono tappi specifici che si inseriscono nella bottiglia tramite particolari macchinari.

A questo punto il vino è pronto, manca solo l’etichettatura.


Acido citrico nel vino

La presenza dell’acido citrico nel vino

Nonostante il termine suoni piuttosto strano, l’acido citrico nel vino è, in realtà, un elemento fondamentale, capace di determinarne l’aspetto, la consistenza, l’odore, il colore e, ovviamente, il sapore.

Quando si parla di vini, enologia e vinificazione, ci sono due tipologie di acidi a cui si fa riferimento: quelli già presenti nel vino (acido citrico, malico o tartarico) e quelli di “neoformazione” (acido lattico, succinico e acetico).

Gli acidi “nativi” dell’uva sono quelli che determinano l’acidità del vino: l’acido citrico, per esempio, si trova in una concentrazione piuttosto stabile all’interno del vino e non subisce variazioni durante le varie fasi della vinificazione. Insieme ad acido malico e tartarico contribuisce a rendere il vino “unico”, dandogli un sapore, colore e consistenza piuttosto definiti.

L’acido citrico nel vino, inoltre, si rivela cruciale nel momento in cui si vuol fare in modo che questo non si ossidi durante la produzione: Enoland distribuisce per i suoi clienti un additivo chimico a base di acido citrico, sotto forma di polverina bianca cristallina e pura, perfetta per contrastare le ossidazioni.

Fondamentale nella sua produzione, è impossibile parlare di assenza di acido citrico nel vino: vero è che esistono in maniera variabile e cambiano in base al tipo di vino che si intende produrre, ma non se ne può proprio fare a meno.


cloruro di litio

Il cloruro di litio per rivelare vini avariati

Il cloruro di litio fa parte della categoria dei rivelatori e denaturanti e si utilizza quando il prodotto non è più commercializzabile, perché avariato o composto da fecce liquide o composizione anomala delle torchiature. Trattandosi di una sorta di rivelatore obbligatorio, il cloruro di litio serve anche a denaturare i prodotti enologici destinati alla distilleria.

Enoland distribuisce per i suoi clienti cloruro di litio in sacchetti da 1 o da 25 kg, puro sotto forma di polvere cristallina, con un colore che va dal biancastro al giallo paglierino. Il suo utilizzo, come accennavamo poco sopra, è fondamentale per la rivelazione dello stato di vini avariati o composti da fecce liquide, prima del passaggio alla distilleria.

Le dosi di cloruro di litio all’interno del prodotto variano da tipologia a tipologia: se è necessario denaturare un prodotto destinato alla distilleria, la dose necessaria va dai 5 ai 10 g/hl. Se, invece, si tratta di vini avariati o “malati” a causa di torchiature anomale o fecce liquide presenti nel composto, si rende necessaria una dose di 10 g/hl.

La modalità d’impiego di questo elemento è, in realtà, molto semplice: basterà scioglierlo nel vino ed aggiungerlo alla massa sotto agitazione. Il cloruro di litio è una sostanza capace di assorbire con estrema facilità le molecole d’acqua presenti nell’ambiente circostante: per questa ragione, è fondamentale la conservazione in un luogo asciutto, fresco e soprattutto lontano dall’umidità diretta.


attrezzatura enologica

Attrezzatura enologica: tutto l’occorrente per un vino perfetto

Non c’è niente da fare: per fare un vino perfetto, occorre la giusta attrezzatura enologica. La passione è fondamentale, così come la tradizione enogastronomica che accompagna la tua famiglia da generazioni, ma se non hai le attrezzature per fare il vino adeguate, potresti non avere i risultati sperati. Vediamo insieme il perché.

Il vino è un prodotto complesso, che richiede attenzione, ricerca, tecnica, professionalità, oltre che tradizione, amore e passione. Affidarsi a un’ attrezzatura enologica adatta, vi aiuterà a risparmiare tempo e fatica e vi guiderà verso la produzione del vino perfetto, il migliore che possiate realizzare.

Enoland è un’azienda specializzata proprio in questo, poiché distribuisce – in accordo con le migliori marche presenti sul mercato – strumenti e attrezzature per la realizzazione di prodotti complessi come vini, liquori o distillati. Come dicevamo, la produzione del vino non è cosa facile, poiché richiede una conoscenza generale approfondita della “materia” (prima e non solo) e l’utilizzo di strumentazioni e attrezzature per l’enologia.

Il processo di vinificazione passa dalla preparazione dell’uva fino alla sua macerazione, dalla fermentazione fino all’imbottigliamento, passando per lo stoccaggio, la refrigerazione, il filtraggio e tutte le procedure necessarie alla produzione vinicola.

Se la tua azienda è a cavallo tra Abruzzo, Puglia, Molise, Campania e Basilicata, Enoland è il punto di riferimento ideale per l’acquisto di attrezzature specializzate nella produzione del vino.


Sorbato di potassio

La funzione del sorbato di potassio nel processo di vinificazione

Uno degli additivi ideali per la stabilizzazione biologica del vino è il sorbato di potassio, perfetto per contrastare la formazione di funghi microscopici all’interno del prodotto.

Si tratta di una sostanza antisettica che ben si sposa con i vini particolarmente zuccherini, dal momento che limita sensibilmente la rifermentazione in bottiglia: vini passiti, vini liquorosi, vini da dessert, ecc.

Il sorbato di potassio è un ottimo germicida, dunque, che però non ha alcun effetto sui batteri acetici: in abbinamento all’anidride solforosa, può prevenire le ossidazioni.

In linea di massima, il sorbato di potassio è perfetto per stabilizzare biologicamente il vino, soprattutto quando non esistono tecniche utili a garantire la stabilità del prodotto stesso.

Come abbiamo accennato in precedenza, questo additivo funziona alla perfezione in abbinamento all’anidride solforosa, per proteggere il vino dalle ossidazioni e per evitare che si formino cattivi odori.

Enoland distribuisce per i suoi clienti diverse tipologie di additivi chimici, tra cui il sorbato di potassio, disponibile in confezioni da 1kg e sotto forma di granuli sferici.

Le dosi necessarie per un corretto utilizzo sono le seguenti: circa 27 g/hl nel caso di vini bianchi o rossi sono in grado di apportare al vino stesso circa 200 mg/l di acido ascorbico e all’incirca 70 mg/l di potassio.

Il sorbato di potassio è un additivo chimico fondamentale per la stabilizzazione dei vini ed è un ottimo alleato per combattere l’ossidazione.


Bisolfito per vino

L’importanza dei bisolfiti per vino

Soprattutto se parliamo di prodotti di qualità, è imprescindibile la presenza dei bisolfiti per vino. Una moda recente ha diffuso un falso mito secondo cui il vino migliore è quello che non contiene solfiti. La verità, però, è un’altra: i solfiti nel vino esistono perché fanno parte del frutto, ci sono da sempre. Il problema nasce nel momento in cui la quantità di solfiti è superiore al limite consentito, provocando in chi sorseggia quel vino una sensazione di gonfiore, acidità e pesantezza.

All’interno della famiglia dei solfiti, poi, ci sono i bisolfiti, in grado di proteggere il vino dal rischio che si trasformi in aceto.

Durante la fermentazione del mosto, i lieviti e i batteri che si trovano all’interno dell’uva sfruttano lo zucchero all’interno del frutto e lo trasformano in alcol etilico. Se il vino rimane a contatto con l’aria, però, il rischio è che si acidifichi, perché l’ossigeno ossida l’alcol etilico. Per evitare ciò, quindi, si inserisce all’interno del vino una parte di bisolfito, che a quel punto agirà per evitare che si trasformi in aceto.

bisolfiti per vino sono ottimi antiossidanti ed eccellenti antisettici che evitano, quindi, l’acidificazione, l’ossidazione e la formazione di batteri, nocivi per la produzione enologica.

Eliminare il bisolfito dal vino è piuttosto semplice: basta farlo decantare in un decanter e farlo così “respirare” prima di sorseggiarlo.

bisolfiti per vino, quindi, sono assai preziosi e proteggono il vino dall’ossidazione e dall’acidificazione, limitando anche la formazione di batteri.


Tutti i prodotti enologici disponibili online

Enoland fornisce ai suoi clienti tutta una serie di prodotti enologici disponibili online e nati col preciso scopo di valorizzare al meglio le caratteristiche organolettiche del proprio vino, così da renderlo ancora più appetibile per il mercato nazionale e internazionale.

prodotti enologici sono prodotti specifici per la vinificazione, che rendono il prodotto appetibile e unico nel suo genere, per esaltarne le qualità, il profumo e – ovviamente – il gusto.

Utilizzare i prodotti enologici nel migliore dei modi fa sì che la vinificazione sia impeccabile e il vino prodotto sia di altissima qualità.

Tra i prodotti enologici che troverete online sul sito di Enoland ci sono gli additivi alimentari, fondamentali per conservare ed esaltare il vino prodotto – e per consentirgli una permanenza considerevole sugli scaffali di un supermercato. Gli additivi chimici alimentari, se utilizzati secondo normative comunitarie, servono a conservare il vino e ad esaltarne il sapore e la consistenza più a lungo. I lieviti, i tannini, gli enzimi, gli stabilizzanti, i correttori di acidità, gli antiossidanti sono molto importanti per la conservazione di un prodotto enologico, basta saperli usare nel modo giusto.

Tra gli additivi alimentari che troverete tra i prodotti enologici online di Enoland ci sono acidificanti, carboni, chiarificanti, conservanti, gelatine, gomme arabiche, stabilizzanti e tannini.

Oltre agli additivi alimentari, troverete anche una selezione di batteri fondamentale per la fermentazione malolattica (acido malico diventa acido lattico), prodotti e certificati da Lallemand Enologia.

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Stabilizzazione tartarica

La stabilizzazione tartarica durante l’imbottigliamento

Nella fase di imbottigliamento, una delle fasi più importanti della vinificazione, il processo fondamentale che serve a stabilizzare il vino, nel suo aspetto e nella sua consistenza. Stiamo parlando della stabilizzazione tartarica.

Nel momento in cui il mosto diventa vino, all’interno del liquido si crea una sorta di precipitazione dovuta al potassio e all’acido tartarico, che entrano in contatto nel momento in cui gli acini vengono pressati. La stabilizzazione tartaricaentra in gioco in questo momento preciso per evitare che il vino cambi il suo aspetto. La combinazione tra potassio e acido tartarico fa sì che nel vino si formino come dei cristalli, particolarmente visibili ad occhio nudo. Il sapore e l’odore non ne risentono, questo è chiaro, ma l’aspetto sì, ed è per questo che la stabilizzazione tartarica è così importante.

La stabilizzazione tartarica nei vini può avvenire in due modi (che sono poi quelli più diffusi anche nel mondo dell’enologia), uno “interno” e uno “esterno” ai vini. Quello esterno consiste nell’abbassamento della temperatura dell’ambiente dove sono conservati i vini. Quello interno, invece, consiste nell’aggiunta di additivi fondamentali per la stabilizzazione tartarica.

L’azienda pugliese Enoland distribuisce per i suoi clienti un efficace additivo per la stabilizzazione tartarica: Enol Cristal, in grado di abbattere, durante l’imbottigliamento, fino al 40% del potassio presente durante la vinificazione, senza alterare in alcun modo le proprietà del vino.

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Prodotti enologici

Prodotti enologici: a cosa servono i lieviti nel vino?

I lieviti sono corpi unicellulari utilizzati da sempre per produrre pane, vino e birra. Il più utilizzato è il Saccharomyces cerevisiae ed è tra i prodotti enologici più utilizzati per eccellenza. Il lievito in un alimento serve a produrre energia trasformando lo zucchero in anidride carbonica ed etanolo (l’etanolo è una sostanza tossica che si elimina durante la lavorazione): nel vino, essendo già presenti sulla superficie esterna dell’uva, i lieviti si rivelano fondamentali durante la fermentazione. I lieviti enologici, poi, regalano al vino i suoi sentori tipici e i suoi sapori inconfondibili.

Come è facile immaginare, la discussione sui lieviti riguarda principalmente la loro “naturalità”: nel caso del vino, è chiaro che i lieviti enologici ideali sono quelli propri dell’uva. La verità, però, è che non tutti i lieviti “nativi” producono vini di qualità.

Per questa ragione, esistono in commercio prodotti enologici di qualità, come appunto i lieviti, in grado di conferire al vino un aspetto più stabile e fino, senza mai alterarne la qualità.

In certi casi, dunque, i lieviti enologici contribuiscono alla formazione di schiuma e bollicine, e sono quindi perfetti per la produzione di vini prosecco o spumanti. Per tutti i vini fermi, invece, siano essi bianchi o rossi, i lieviti enologiciservono a regalare una colorazione tipica che ne esalti la qualità.

Il lievito, comunque, è una di quelle sostanze ritenute “allergeniche”, che possono dare un senso di pesantezza e gonfiore anche piuttosto fastidioso. Per questa ragione, si tende a non esagerare con i lieviti nel vino (e in generale si dovrebbero usare con parsimonia anche in altri alimenti).

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bisolfiti nel vino

L’importanza dei bisolfiti nel vino

Il bisolfiti nel vino sono sostanze chimiche molto utilizzate durante la vinificazione e in generare per la protezione del vino.

Quando il vino fermenta, i lieviti e i batteri al suo interno utilizzano lo zucchero dell’uva per trasformarlo in alcol etilico. Se il vino viene lasciato all’aria rischia di acidificarsi, perché l’ossigeno tende ad ossidare l’alcol etilico stesso: per far sì che il vino non diventi, quindi, acido, si introduce una parte di bisolfito al suo interno, per evitare che il vino si rovini – e che diventi, quindi, aceto.

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Il bisolfito per vino ha una doppia potenzialità: è antiossidante (ed evita quindi l’ossidazione o l’acidificazione) ma è anche antisettico (evita la formazione di batteri nocivi per il vino). Eliminare il bisolfito dal vino è molto semplice, perché basta versare il vino in una caraffa prima di servirlo e gustarlo (si fa quindi “decantare”).

I solfiti sono sempre presenti nel vino, perché parte integrante dell’uva durante la fermentazione: quando si aggiungono a posteriori, vedi i bisolfiti per il vino di cui abbiamo parlato finora, servono solo in minima quantità e soltanto per evitare che il vino si trasformi in aceto e ne rovini le proprietà principali.

È impossibile, quindi, rinunciare ai solfiti nel vino, ma si può fare in modo che non eccedano nella composizione. Un eccessivo utilizzo di solfiti può provocare intolleranze nelle persone che consumano una pietanza in particolare, ma se utilizzato entro certi limiti è più che tollerabile.


strumenti enologici

I 3 strumenti enologici essenziali per una buona vinificazione

La vinificazione non è un’impresa facile. È necessario, infatti, conoscere molto bene gli strumenti per fare il vino e tutti i procedimenti necessari per la sua realizzazione perfetta. Non parliamo, in questo caso, di vino “industriale”, ma anche di quelle piccole produzioni realizzate da appassionati e amatori.

A prescindere dalle dimensioni del lavorato, è buona cosa avere strumenti enologici e attrezzature specializzate per la realizzazione di vini, liquori o distillati, svolgendo con dovizia tutte le fasi necessarie a una produzione vinicola eccellente e di qualità.

La passione e l’esperienza tramandata da padri e nonni conta fino a un certo punto: vero è che in Italia il vino è un’arte che sappiamo coltivare perché è nel nostro DNA, ma è anche vero che occorre disciplina e professione, qualità che non è sempre facile trovare.

Per conoscere gli strumenti giusti per fare il vino, dunque, essenziale sarà avere un partner come Enoland, che da anni produce e distribuisce strumenti enologici per aziende e privati. Vediamo insieme quali sono i tre strumenti enologici essenziali per una buona vinificazione:

Il rifrattometro

Strumento ottico attraverso il quale si può determinare il grado di maturazione delle uve, consentendo la migliore scelta relativamente al periodo di vendemmia;

Il densimetro

Altro strumento di misurazione attraverso il quale si potrà sapere quando la fermentazione può dirsi effettivamente terminata;

Il torchio

Si tratta dello strumento più conosciuto, perchè associato alla produzione stessa del vino. La sua funzione è quella di pressare le vinacce prodotte dalla fase di pigiatura. Esistono modelli in legno e movimento a cricco manuale, fino ad arrivare ai torchi con sistema idraulico, idropneumatici o alle presse verticali.

Grazie ai nostri esperti, potrai comprendere quali sono gli step necessari da compiere, onde evitare errori grossolani e correre il rischio di produrre un vino di scarsa qualità. Le fasi della vinificazione vanno dalla preparazione delle uve fino alla loro macerazione, dalla fermentazione fino all’imbottigliamento, passando per lo stoccaggio, la refrigerazione, il filtraggio e tantissimi altri passaggi che richiedono strumenti enologici specifici e indispensabili per realizzare il migliore dei vini possibili.

Enoland è un’azienda di Foggia ma, oltre che in Puglia, opera in Abruzzo, Molise, Campania e Basilicata, realizzando strumenti enologici di qualità e certificati da partnership tecnico-commerciali con aziende leader del settore, sia in Italia che nel mondo.

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accessori enologici

Dove trovare accessori enologici per vino di qualità

Enoland è un’azienda pugliese, con sede a Foggia, che distribuisce accessori enologici e lavora in tutto il territorio dell’Abruzzo, della Puglia, del Molise, della Campania e della Basilicata.

I suoi prodotti e accessori per l’enologia sono di altissima qualità, merito anche di una collaborazione avviata con i migliori marchi presenti sul mercato nazionale e internazionale. Il suo staff è competente e professionale ed effettua consegne rapide e garantite in tutti i territori definiti, utilizzando mezzi propri o un corriere di fiducia, a seconda della spedizione o delle esigenze.

I prodotti, le strumentazioni e gli accessori enologici distribuiti da Enoland sono innovativi, certificati e all’avanguardia, disponibili a prezzi davvero vantaggiosi e molto competitivi (difficilmente troverete questa qualità a prezzi più bassi in giro).

Oltre alla vendita e distribuzione di accessori per l’enologia, Enoland presta particolare attenzione anche alle biotecnologie: i lieviti e gli enzimi utilizzati per la fermentazione dei vini sono conservati in celle frigo a temperature controllate per evitare contaminazioni.

Tra gli accessori enologici che troverete da Enoland: attrezzature per la lavorazione di uva, mosto, vino, tappi sintetici o in sughero, detergenti, sistemi di lavaggio specifici, filtrazione, imbottigliamento, impianti, macchine e prodotti per produzioni variabili di vino e derivati.

Per richiedere ulteriori informazioni, non esitare a contattarci!

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